Rose e Vigneti

La rosa nei vigneti è una tradizione antica.

un fiorito aiutante in campagna, la rosa come segnalatore biologico delle malattie.

un fiorito aiutante in campagna, la rosa come segnalatore biologico delle malattie.

La rosa come sentinella del vigneto, tra le varie patologie che può segnalare troviamo, l’oidio ( o mal bianco) , la muffa grigia (o botrite), il marciume radicale lanoso e il tumore radicale batterico. Tra i parissiti in primis gli acari (ragnetto rosso e giallo) e la metcalfa .

Con questo “post” vogliamo sensibilizzare i produttori di vino, le cantine sociali, i vignaioli e i contadini più sportivi che un paesaggio agrario fiorito gioverà non solo al territorio ma il ritorno d’immagine sarà garantito per tutti i turisti, i paesani e i visitatori delle nostre camapagne.

In gergo tecnico la rosa è definita pianta spia. Ovvero la rosa è una pianta che manifesta prima i sintomi di eventuali attacchi di patologie fitopatiche e fisiopatiche, presenza di  parassiti, ma anche carenze minerali derivanti dal suolo.  Un tempo, i vignaioli  le piantavano nelle teste dei filari di vite  per proteggere i loro  vigneti,  inquanto le rose fungevano da “sentinelle” essendo le prime ad essere colpite in caso di eventuali malattie. Ciò consentiva ai viticoltori di agire in modo tempestivo sul problema per prevenire i danni al raccolto. Le rose di conseguenza venivano messe in testa ai filari, principalmente per una questione di monitoraggio e controllo, in questo modo era più facile tenere sotto controllo i cicli biologici di insetti e funghi, attuando così la miglior difesa.

Oggi, con il mutare delle tecniche agrarie e di allevametno della vite, la messa a dimora delle rose nei vigneti è soltanto l’avanzare di un’antica tradizione, che, i vignaioli “nostalgici” e particolarmete attenti ai cicli biologici, continuano a tramandarla di filare in filare e di generazione in generazione, colorando le loro campagne.  In passato, i contadini si affidavano alle piante di rosa per prevenire l’oidio, detto anche mal bianco, nebbia o albugine (Uncinola necator/Oidum tuckeri),

oidio su vite

oidio su vite

un terribile nemico delle piante di vite, che con qualche giornata di anticipo permettevano ai vignaioli di correre al riparo trattando le piante con prodotti specifici.  Il mal bianco colpisce molte piante assai diverse tra loro: ne sono affette infatti  le viti, il melo, le rose, le querce, molte altre vatietà . I danni arrecati possono consistere in un rallentamento della crescita o nella perdita del raccolto soprattutto nella vite. Come tutte le malattie crittogamiche, dette anche comunemente funginee, l’oidio si sviluppa soprattutto in presenza di scarsa ventilazione o di condizioni climatiche particolarmente umide e mediamente calde. 

Si tratta di una malattia molto diffusa nelle zone settentrionali, che si manifesta con una infiorescenza del micelio (fungo), riscontrabile come pulviscolo biancastro con parziale decolorazione della foglia. In corrispondenza di queste zone la foglia prima ingiallisce, poi si necrotizza (diventa secca); talvolta l’oidio si può manifestare con piccole perforazioni circolari della pagina fogliare. Questo parassita si sviluppa in condizioni calde ed umide, con temperature superiori ai 6-8°C, ma inferiori ai 30°C, quindi in primavera e in autunno.
In agricoltura biologica si può utilizzare lo zolfo come prevenzione, oppure si utilizza un antagonista dell’oidio, l’ampelomyces quisqualis, che sembra dare ottimi risultati.

coloriamo i filari di rose, profumi, fiori, uve e foglie per dipingere un paesaggio originale!

coloriamo i filari di rose, profumi, fiori, uve e foglie per dipingere un paesaggio originale!

Oggi, i vignaioli più esperti sanno che le cause del mal bianco sono molteplici e differenti per la pianta di rosa e la vite, qundi l’antica usanza di mettere la rosa in testa ai filari ha sempre avuto un’ utilità piuttosto limitata. Oggi possiamo affermare che i metodi per prevenite e combattere il mal bainco hanno basi esclusivamente scentifiche.

Vignieti come giardini, dalle terrazze della Valle di Cembra alla Val Lagarina pasando per la Piana Rotaliana, i Vigneti sono il Giardino del Trentino…coloraimolo con le rose!

Molte sono le varietà di rosa da utilizare per valorizzare il vigneto, spaziando nel colorato mondo delle rose troviamo

Rose BOTANICHE sono le rose spontanee, sempre più usate per dare un’immagine di ambiente naturale. Adatte per formare macchie e siepi. Molto rustiche, una volta radicate sopportano siccità e inverni freddi. Non sono rifiorenti ma producono molti frutti in autunno

nelle teste delle pergole le rose colorano il vigneto...divertitevi a dipingere anche i Vostri nuovi "parchi"agricoli...

nelle teste delle pergole le rose colorano il vigneto…divertitevi a dipingere anche i Vostri nuovi “parchi”agricoli…

 

Gli Ibride TEA si narra che le siano arrivate dalla Cina su grandi navi della Compagnia delle Indie Orientali, dedicate principalmente al trasposto del Tè,   e poiché una piccola parte del loro carico era costituita da questa nuova varietà di piante è possibile che l’odore del Tè unito all’insolito profumo della nuova pianta (la rosa) abbia suggerito l’espressione “Tea Scented Rose” le rose con il profumo del Tè. Classiche rose da reciso dal fiore grande e stelo lungo. Possono produrre cespugli che richiedono anche 1 metro e mezzo di spazio.

Le CENTIFOLIA, La rosa centifolia è originaria della Persia molto vigorose, producono un profusione di fiori con grandi petali rosa,  superano facilmente i 2 m. e alcune sono rifiorenti, famose per il loro profumo e per la quantità di petali hanno bisogno di essere sostenute sa tralicci o impalcature metalliche.

 

 

Le DAMASCENA,  Rosa di Damasco è una pianta originaria del Medio Oriente varietà molto vigorose di grande rusticità e molto profumate, Dai toni che vanno dal rosa al bianco, sono varietà molto antiche, fra le quali troviamo “Quatre Saison” e “Quatre Saise Blanc Masseaux”

la scelta delle rose è ampia, un vignaiolo attento, potrà scegliere quella più adatta alle sue piante...

la scelta delle rose è ampia, un vignaiolo attento, potrà scegliere quella più adatta alle sue piante…

Le  ALBA, Le rose di questo gruppo risalgono quasi sicuramente al Medioevo. La loro origine è incerta, da recenti studi pare che ci siano la R. Villosa e la R. Gallica come genitori. Rosa molto antica, il piccolo gruppo della varietà Alba è composto da piante profumate, non rifiorenti, di elevata rusticita, possono superare i 2 mt. di altezza.

Rose RIFIORENTI per poter avere notizia di rose rifiorenti dovremo aspettare la fine del ‘500 e trasferirci a Ferrara, dove il famoso saggista francese Montaigne, viaggiando alla volta di Roma, si imbatte in una rosa che, gli dicono, poteva fiorire in ogni mese dell’anno.  Sono piante di specie diverse accumunate da forte sviluppo e possibilità di rifiorire. Cure come per le altre rose rifiorenti. Adatte per costituire punti focali e siepi. La singola pianta può raggiungere i 2-3 m di diametro.

 I nostri giardinieri sono a Vostra disposizione per la scelta delle Varietà migliori, TONDINGROUP, 0461.683450  piante&giardini a Cembra dal 1982.